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Siepe

La realizzazione di queste formazioni vegetali è dovuta all’opera dell’uomo che, già più di 2000 anni fa, iniziò a coltivare i campi in maniera stabile. Le striscie di vegetazione boschiva residue della foresta originaria, lasciate a separare i campi coltivati e i pascoli, costituivano delle vere e proprie foreste lineari. Le siepi oggi sono a volte l’unico sostituto del bosco e dei suoi esigui margini esterni, caratterizzati da cespugli, boschetti e spazi aperti. In essa trovano ultimo rifugio molte specie vegetali che un tempo costituivano il territorio immediatamente circostante (bosco igrofilo, xerofilo, brughiera).
La vegetazione non troppo fitta fa passare luce, acqua e aria permettendo la presenza di diverse essenze arboree e di un ricco sottobosco arbustivo. Le siepi diventano di conseguenza una possibilità di rifugio e di alimentazione per molti animali selvatici.
Dal punto di vista umano, inoltre, le siepi rappresentano un'importantissima difesa del territorio. Lo proteggono dall’eccessivo inaridimento trattenendo l’umidità, hanno funzioni frangivento (erosione eolica) e limitano i danni dovuti al dilavamento del terreno ad opera delle piogge. Inoltre fungono da barriere antirumore e contribuiscono a fermare ed abbattere le polveri inquinanti dell’aria.